La Camera
ha approvato definitivamente il decreto legge lavoro con 279 voti favorevoli,
143 contrari e solo 3 astenuti. Il ministro Poletti, si dice convinto che ora le
imprese potranno assumere senza preoccupazioni. e Il premier Renzi, spiega che
il decreto serve anche a salvare imprese e lavoratori .I punti salienti del
decreto legge sono le norme sui contratti a tempo e quelle sull’apprendistato.
D’ora in poi, infatti, sarà possibile stipulare contratti fino a 36 mesi senza
causale, vale adire senza una ragione specifica, così come sarà possibile
prorogare un contratto per cinque volte e non più otto come inizialmente
previsto dal testo del governo. La legge stabilisce anche un tetto di precari
pari al 20% dell’organico stabile e solo in caso di violazione, il datore di
lavoro si trova a dover pagare una multa senza più l’obbligo, come prevedeva inizialmente,
a stabilizzare i lavoratori assunti fuori quota. Altra novità, il ripristino
della formazione pubblica per gli apprendisti seppure con alcuni paletti, sulla
maternità e sui contratti di solidarietà.Critici si i sindacati. Per la Cgil, si
tratta di una legge che «sotto il profilo della precarizzazione è peggiorativo
rispetto alla normativa precedente». «Più leggi sifanno - sostiene Angeletti
della UIL- meno posti si creano»; e per Raffaele Bonanni della CISL «le ultime modifiche
fatte, frutto di mediazione politica, hanno aggiunto flessibilità a flessibilità».venerdì 16 maggio 2014
Approvato definitivamente il Decreto Lavoro di Renzi
La Camera
ha approvato definitivamente il decreto legge lavoro con 279 voti favorevoli,
143 contrari e solo 3 astenuti. Il ministro Poletti, si dice convinto che ora le
imprese potranno assumere senza preoccupazioni. e Il premier Renzi, spiega che
il decreto serve anche a salvare imprese e lavoratori .I punti salienti del
decreto legge sono le norme sui contratti a tempo e quelle sull’apprendistato.
D’ora in poi, infatti, sarà possibile stipulare contratti fino a 36 mesi senza
causale, vale adire senza una ragione specifica, così come sarà possibile
prorogare un contratto per cinque volte e non più otto come inizialmente
previsto dal testo del governo. La legge stabilisce anche un tetto di precari
pari al 20% dell’organico stabile e solo in caso di violazione, il datore di
lavoro si trova a dover pagare una multa senza più l’obbligo, come prevedeva inizialmente,
a stabilizzare i lavoratori assunti fuori quota. Altra novità, il ripristino
della formazione pubblica per gli apprendisti seppure con alcuni paletti, sulla
maternità e sui contratti di solidarietà.Critici si i sindacati. Per la Cgil, si
tratta di una legge che «sotto il profilo della precarizzazione è peggiorativo
rispetto alla normativa precedente». «Più leggi sifanno - sostiene Angeletti
della UIL- meno posti si creano»; e per Raffaele Bonanni della CISL «le ultime modifiche
fatte, frutto di mediazione politica, hanno aggiunto flessibilità a flessibilità».
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